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Ti trovi in: Home | Il Comune | Territorio ASSETTO URBANISTICO L'assetto urbanistico originario di Oriolo presenta una ben definita spartitura geometrica con un centro ideale che è il Palazzo Altieri, la famiglia di Papa Clemente X e del cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri Degli Albertoni. Da qui si irradiano larghe vie con case a schiera tutte allineate ed occupa una superficie di circa 30 ettari. La tradizione, seppure non avvalorata da documenti di archivio, vuole che il Santa Croce si sia avvalso, per la costruzione del suo palazzo-castello e per la pianificazione dell'abitato, dell'opera del Vignola (Jacopo Barozzi 1507-1573) un architetto del tardo rinascimento. L'abitato è diviso da un non rilevante dislivello del piano urbano in due rioni: Poggio e Borgo. Scendendo dal Borgo, che è la parte bassa del paese, si arriva alla "faggeta", una grande estensione di alberi di alto fusto. Ad ovest del paese oltre la via Braccianese, si arriva alla "Mola", una località in cui nel 1573 il Santa Croce fece costruire un mulino ad acqua per permettere agli abitanti di macinarvi i cereali. Della vecchia mola ormai non restano che i ruderi, ma nella zona vi sono anche una "cascatella" e due polle di acqua, una sulfurea e l'altra acetosa o ferruginosa. Oggi sia la "Faggeta" che la "Mola" sono due luoghi di attrazione turistica. L'aumento di popolazione ha comportato un cambiamento dell'assetto urbanistico in quanto il solo centro storico non è stato in grado di assorbire una così repentina crescita di popolazione. A partire dagli anni '80 sono sorte nuove zone residenziali situate nella periferia del paese in grado di ospitare oggi più di duemila persone contro le novecento che ospita il centro storico. Dall'analisi dei dati a disposizione e delle interviste è emerso che ad abitare la periferia di Oriolo sono da una parte famiglie di origine oriolese che abbandonano il centro storico per occupare case acquistate o costruite nelle campagne vicine e dall'altra i nuovi arrivati. Fuori dal centro Oriolo ci sono sei o sette nuovi centri residenziali: "Colle degli Olmi", la "località la Mola" , la "località Terrafredda", la "località Fornetto" , la "località Chiusa", la località "Castellina", la località "Poggio Palombino", tutti centri di tre quattrocento abitanti. La nascita di questi centri è avvenuta a discapito del centro storico che si è svuotato passando da 1500 abitanti a 500". |
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