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PERCHE’ SI CHIAMA ORIOLO?

Lo storico Calisse nella sua storia, I Prefetti Di Vico, ci dice che quando Giorgio di Santacroce nel 1562, dava inizio all’attuale paese gią “ab antiquo” il luogo era chiamato Oriolo. Infatti, in un documento dell’archivio Orsini del 10 gennaio 1234, in un “lodo” di delimitazione dei territori di Bracciano e S. Pupa (l’odierna Manziana) č denominata una depressione del suolo come “fosso dell’Oriolo”; quindi ben 328 anni prima esisteva questa localitą, distante poche centinaia di metri dall’abita di Oriolo. Altri la denominazione la fanno derivare dalla corruzione della parola “Ortum Clodii o Claudi”, supponendo che fin dai tempi Romani esistesse una villa romana nei pressi dell’antica via Clodia che, partendo da Roma, attraversava Bracciano, S. Pupa, Viano (Vejano), Manturano (Barbarano) e Blera. Una carta topografica, esistente nelle Logge Vaticane, del XVI secolo, č nominata la localitą “Ortum Clodii” ed a tutt’oggi esiste una localitą che va sotto il nome di “Monte dell’Oriolo”. La presenza nelle vicinanze di molte ville romane della Repubblica e dell’Impero, ci confermano come i romani amassero avere ville ove recarsi per villeggiare ed ancora la presenza di qualche tomba romana, una esistente proprio nel centro di Oriolo, ci fa pensare pure ad un certo insediamento. Da alcuni si fa menzionare ad un piccolo uccello, vivente nella zona, chiamato “Oriolus” e fanno congettura che la localitą abbia preso nome proprio dall’uccello suddetto. Un’altra circostanza č pura notata: fino al secolo XVIII (lo conferma un verbale della seduta comunale), all’entrata principale del paese, su una torre alta 150 palmi esistette un orologio. Ora facendo le debite deduzioni da tutte le congetture riportate, possiamo dedurre che le varie supposizioni, come “Ortum Clodii”, il “Fosso dell’Oriolo”, la “Torre dell’Orologio”, non sarebbero in contraddizione, se sia ammettesse la primissima origine romana, che poi, per altri fattori si sia venuto ala definiva denominazione di Oriolo.

LE ORIGINI DEGLI ABITANTI

La zona era piena di boschi folti e rigogliosi che avevano richiamato l’attenzione di boscaioli Perugini che, durante il lavoro di disboscamento, avevano costruite delle capanne che servivano per il loro riposo. Ora il Santacroce, che gią aveva ottenuto da Gentile Virginio Orsini, nel 1493, il feudo di Viano, in considerazione del lungo fedele servizio prestato agli stessi Orsini di cui erano feudatari, ottenevano anche la terra di Oriolo e Monterano. I Santacroce convennero con i capannari che allora erano circa un centinaio che loro avrebbero ottenuto il terreno disboscato per seminare, per piantare vigne, ecc. a condizione che avrebbero dovuto corrispondere al Padrone un quinto del raccolto. Queste primitive comunitą umbre, aumentarono in un batter d’occhio; basti pensare che nel 1586 la popolazione superava le 600 unitą su 120 fuochi familiari. Come autoritą giurisdizionale faceva capo al Padrone Santacroce, amministrativamente il popolo era chiamato ogni anno ad eleggere due “Officiali”, chiamati “Massari”; poi, in seguito, vennero chiamati “Priori” e venivano eletti ogni sei mesi dal popolo. Il Santacroce concesse pure alla comunitą l’uso del suo stemma ed il suo sigillo personale, raffigurante un pellicano nell’atto di squarciarsi il petto per nutrire i suoi piccoli. Tale stemma č ancora oggi il simbolo del Comune.

 

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